Fronte Internazionalista per la Liberazione dei Cristi Crocifissi
albarossopedali | 27 Novembre, 2006 18:20
La mattina del terzo giorno Gesù apparve loro in sogno e disse:
"annotate queste poche parole
e lasciatele al mio carceriere,
ogni volta che sarò liberato"
Quindi aggiunse, rivolto a tutti gli uomini di buona volontà:
"Copiate il file in memoria di me" - saluti.pdf
Allo stesso modo, la mattina successiva,
Egli apparve nuovamente e disse:
"annotate queste poche parole
e lasciatele accanto a me,
ogni volta che farò ritorno
alla mia amata casa"
Quindi nuovamente aggiunse:
"Copiate il file in memoria di me" - ritorno.pdf
hce | 20 Novembre, 2006 21:50
Fronte Internazionalista
per la Liberazione dei Cristi Crocefissi
Campagna "libera un crocifisso"
Sono ovunque intorno a noi, nelle nostre scuole, nei nostri tribunali, nelle case dei nostri vicini, negli ambulatori, negli ospedali o in cima alle montagne più desolate.
Questi poveri cristi, che vorrebbero solo tornare alle loro parrocchie, da cui sono stati ingiustamente esiliati, vengono invece crudelmente inchiodati al muro, ad altitudini vertiginose in proporzione alla loro altezza, con grande sofferenza e nostalgia di casa.
Liberarli è un atto d'amore, una legittima restituzione di libertà a chi l'ha perduta, un gesto di umanità in quest'epoca feroce.
Come comportarsi con un cristo liberato
Se avete deciso di liberare un cristo, congratulazioni! A voi tocca solo rescindere i vincoli che lo tengono prigioniero. Nella maggior parte dei casi, basta sollevarlo dal chiodo a cui è appeso, e appoggiarlo dolcemente per terra. Se non siete sicuri di poterlo fare in sicurezza per il cristo e per le persone e le cose, fate una colletta e chiamate un'impresa di trasporti specializzata. Non danneggiatelo, non imbrattatelo, non fatelo cadere.
Una volta liberato, egli si incammina spontaneamente, ma con grande fatica, fino alla parrocchia più vicina, appoggiandosi stremato alla porta, lasciando accanto a sè un biglietto con poche parole: "finalmente a casa" o "rieccomi a te, oh babbo!" o simili.
Se spinti da pietà e compassione ne liberate uno, vi sarà eternamente grato se lo riaccompagnerete alla meta, risparmiandogli il duro pellegrinaggio, e se lo aiuterete a comporre il messaggio nella lingua locale (o anche nella sua lingua madre, se la creatura presenta tratti sudamericani o africani o altro).
Talvolta i cristi vi chiederanno qualche minuto di tempo per lasciare un messaggio anche ai loro carcerieri, in un atto di umano perdono:
"niente di personale,
torno a casa,
grazie di tutto.
Non aspettatemi per cena.
Jesus"
Non restare lì imbambolato! Dietro ogni angolo potrebbe esserci un cristo imprigionato! Solo tu puoi aiutarlo!!!
(Continua)
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